…Così Claudia ha deciso di provare ad andare a vedere di persona: per raccontarlo su Twitter. Si è fatta due conti e ha stilato un preventivo preciso, voce per voce: per stare lì un mese le servono 2600 euro. E li ha chiesti alla rete.
Ha aperto un profilo sul sito www.produzionidalbasso.it e ha messo in vendita quote di 10 dollari. Ora, una delle cose che si dice sempre è che la gente non è disposta a pagare per avere informazioni online, che la rete è il regno del tutto gratis.
Non a caso un esperimento di giornalismo finanziato dal basso (“Spot Us”) un paio di anni fa è silenziosamente fallito.

E invece nel giro di un paio di giorni @tigella ha raccolto 1.160 euro (fino a venerdì 10 febbraio, ndr): sono tante centosedici quote per mandare una non-giornalista a raccontare un evento planetario.
Sono lettori che hanno scelto di pagare non un giornale la mattina, ma il modo di vedere le cose, di lavorare e di raccontarle su Twitter di una persona precisa che si è meritata la fiducia degli altri. Sono la prova che questo mestiere sta davvero cambiando in maniera radicale.
E se facciamo i giornalisti dobbiamo sbrigarci a capirlo.

Se invece siete solo lettori, beh, preparatevi a finanziare il reportage del vostro inviato preferito.

Il futuro del giornalismo? Lo scopriremo forse seguendo @tigella che va a Chicago | Riccardo Luna (via tommaso)

(via tommaso)